Biografia

Mi chiamo Quintino Giordano

Sono un Laureato Magistrale in Attività Motorie Preventive e Adattate, con specializzazione nell' esercizio fisico con soggetti diabetici.
La mia formazione nasce dallo studio scientifico del movimento e si sviluppa ogni giorno sul campo, a contatto diretto con i clienti e con le loro reali esigenze.

Il mio lavoro non si limita a creare programmi di allenamento, ma parte da un principio fondamentale:
ogni persona è diversa e merita un percorso costruito su misura.

Ogni giorno lavoro per dare il massimo ai miei clienti, partendo dall’analisi della loro condizione iniziale, che si tratti di migliorare la salute, tornare a muoversi dopo un periodo di stop o migliorare la performance nella corsa, fino alla costruzione di un percorso progressivo, sostenibile e realmente efficace nel tempo.

Nel mio approccio unisco:

  • Basi scientifiche solide

  • Esperienza pratica sul campo

  • Attenzione alle sensazioni, alla prevenzione e alla continuità

Credo fortemente che l’allenamento non debba essere solo “fare fatica”, ma capire cosa si sta facendo e perché, per un miglioramento. consapevole, sicuro e duraturo.

Quando correre non bastava più

Il triathlon come sfida, equilibrio e consapevolezza.

Ho scelto il triathlon perché, a un certo punto del mio percorso, sentivo il bisogno di qualcosa che mi permettesse di crescere non solo dal punto di vista fisico, ma soprattutto mentale. Allenare e gestire tre discipline diverse significa uscire dalla comfort zone ogni giorno, imparare a organizzare il tempo, ascoltare il corpo e sviluppare una grande capacità di adattamento.

Il triathlon mi ha insegnato che il miglioramento non passa solo dalla prestazione, ma dalla costanza, dalla gestione dello stress e dall’equilibrio tra carico e recupero. È uno sport che richiede metodo, consapevolezza e rispetto dei propri limiti: valori che oggi applico quotidianamente anche nel mio lavoro con gli atleti e i runner che seguo.

Nuoto: il controllo

Allenarsi in acqua, soprattutto in mare, significa imparare a gestire l’ambiente, la respirazione e la calma mentale.
Il nuoto insegna il controllo, la precisione e l’importanza di mantenere lucidità anche in condizioni non ideali.

Ciclismo: la strategia

La bici è la disciplina della gestione: ritmo, energie, alimentazione e concentrazione.
È qui che si costruisce la base della prestazione e si impara a pensare in prospettiva, non solo al momento presente.

Corsa: la resilienza

La corsa arriva quando la fatica è già presente. È la disciplina che mette alla prova la forza mentale, la capacità di resistere e di continuare anche quando il corpo chiede di rallentare.

La Maratona: una Lezione di Determinazione

Un traguardo che si costruisce giorno dopo giorno.

La maratona è molto più di una semplice distanza: è un percorso che richiede pazienza, impegno e dedizione costante.
aggiungere il traguardo richiede impegno quotidiano, la capacità di affrontare gli ostacoli, di ascoltare il corpo e di prendere decisioni ponderate durante tutto il percorso.
Non si tratta di correre veloce, ma di costruire passo dopo passo una base solida che renda il traguardo realmente alla tua portata.

Il successo è un percorso, non un caso

Arrivare al traguardo significa aver rispettato allenamenti anche quando la motivazione era bassa, aver gestito la fatica, imparato ad ascoltare il corpo e accettato i momenti di difficoltà.

Significa trasformare ogni passo in una piccola vittoria, superare i propri limiti e scoprire se stessi.
Ogni chilometro racconta determinazione, resilienza e disciplina, e tagliare il traguardo è la conferma di ciò che sei stato capace di fare, giorno dopo giorno.

Il successo nasce dalla costanza

La maratona ti mette davanti a te stesso. Ti obbliga a essere costante, a fidarti del percorso e a capire che il risultato finale è solo la conseguenza di tutto ciò che hai costruito prima.

Significa imparare a gestire la fatica, affrontare i momenti di dubbio e non mollare quando la motivazione vacilla. Ogni allenamento, ogni passo difficile, ogni sacrificio diventa un mattoncino che rafforza la tua resistenza, la tua disciplina e la tua determinazione.

La Sfida che ha Cambiato il Mio Essere

Quando oltrepassare i limiti diventa la vera lezione

Quella volta ho deciso di mettermi alla prova come mai prima: Affrontare chilometri su chilometri, con due ruote, spingendo corpo e mente oltre ogni limite. Ho pedalato all’alba, senza risparmio e affrontato imprevisti che avrebbero fermato chiunque. Non è stata solo una sfida: è stata una lezione di determinazione, resilienza e passione per lo sport. Da quel momento, ogni allenamento, ogni sfida, ogni progresso ha un nuovo significato.

Everesting: 8.848 metri contro me stesso

La sfida più dura che abbia mai affrontato

L’Everesting è una sfida ciclistica estrema, riconosciuta e certificata ufficialmente dal sito everesting.com. Il concetto è semplice solo sulla carta: scegliere un singolo tratto di salita e percorrerlo più volte, su e giù, fino a raggiungere un dislivello totale di 8.848 metri, l’equivalente dell’altezza del Monte Everest.
Prima di poter tentare l’impresa, il percorso deve essere approvato: una volta inviata la traccia GPS, viene verificato che rispetti tutti i requisiti necessari per la validazione ufficiale della sfida.

I numeri raccontano una parte della storia

Questi sono alcuni numeri ottenuti

  • 8.860 metri di dislivello positivo

  • 313 km effettuati

  • 15 ore e 44 minuti di pedalata effettiva

  • Oltre 9.000 calorie bruciate

Il tratto di salita scelto per la sfida era lungo circa 6 km, con una pendenza media compresa tra il 6% e il 10%, e un punto che toccava anche il 13%. Per raggiungere il dislivello richiesto, ho dovuto affrontare questa salita 32 volte, sempre lo stesso segmento, sempre la stessa fatica, senza possibilità di “nascondersi” dietro la varietà del percorso.

Guarda qui la mia attività: HALL OF FAME

Il Mio Unico Avversario: Me Stesso

Questa esperienza ha rappresentato un punto di svolta: una prova estrema di determinazione, costanza e capacità di andare avanti anche quando il corpo chiede di fermarsi.

Dove tutto ha preso forma

Sono partito alle 2 di notte, tra il silenzio e il buio del sabato, con l’obiettivo chiaro di portare a termine qualcosa che sapevo sarebbe stato prima di tutto una battaglia mentale. La sfida si è conclusa alle 19:20 della Domenica, dopo una lunghissima giornata fatta di concentrazione, gestione dello sforzo, alimentazione, dolore e lucidità.

Resilenza mentale

La parte più difficile non è stata legata al tempo o ai chilometri percorsi. È stata una sfida fisica e mentale, dominata dal peso di quasi 9.000 metri di dislivello, dalla ripetitività del gesto, dalla stanchezza che si accumula giro dopo giro, quando ogni salita sembra identica alla precedente e l’unica cosa che può spingerti avanti è la testa.

Il risultato arriva quando smetti di cercare scorciatoie

Ciò che oggi insegno nasce da ciò che ho affrontato

Ci sono esperienze che non servono a dimostrare qualcosa agli altri, ma a chiarire una volta per tutte chi sei e quanto sei disposto a resistere quando il percorso diventa scomodo. Questa sfida è stata una di quelle.

Inizia Anche Tu Un Percorso Consapevole

Ed è proprio da questa esperienza che nasce il mio modo di allenare: preparare le persone non solo a correre una distanza, ma ad affrontare il percorso che porta al traguardo in modo consapevole e sostenibile.